|
l'acciaio,
comunemente usato nelle pentole e nelle posate è in assoluto il metallo
più igienico ed inattaccabile da agenti esterni, purtroppo anch'esso ha
nel sale l'unico nemico che ne può alterare l'aspetto esteriore. Questo
vale soprattutto quando si mette il sale nell'acqua bollente per cuocere
la pasta, accertarsi che l'acqua sia ben in ebollizione altrimenti residui
di sale non sciolto si depositano sul fondo provocando macchie bluastre.
Tali macchie possono essere eliminate con prodotti appositi per l'acciaio
oppure facendo bollire di nuovo acqua senza nient'altro. A volte può
capitare che le lame dei coltelli presentino, dopo un lavaggio in
lavastoviglie, delle macchioline simili a ruggine. Questo fenomeno
purtroppo in aumento negli ultimi anni è dovuto all'acqua potabile che
troviamo nelle nostre case. Per renderla più pura sono state aggiunte
delle sostanze che fanno da collante per le lame dei coltelli, che usano
un acciaio con più alta percentuale di ferro per renderli taglienti,
delle particelle di ferro disciolte nel vapore d'acqua che si crea alla
fine del lavaggio. Sarebbe buona norma togliere i coltelli appena finito
il ciclo di lavaggio delle lavastoviglie ed asciugarli immediatamente con
un panno morbido.
I Manici
nei tegami oggi sono quasi sempre solamente in acciaio abolendo
,quasi, i vecchi manici in bachelite (plastica dura) che si usavano (in
alcuni casi si usano ancora) per ricoprirli. Purtroppo la bachelite mal
sopporta l'uso della lavastoviglie diventando in breve tempo opaca ed
appiccicosa ed inoltre (soprattutto nei pezzi piccoli) il calore emanato
dalla fiamma fa bruciare un pò alla volta questo materiale. Per questi
motivi oggi i migliori tegami hanno i manici in acciaio che purtroppo
dissipano poco il calore ma hanno una durata infinita ...meglio usare di
tanto in tanto delle presine che essere costretti a cambiare i manici dopo
poco tempo (ammesso che si ritrovino i ricambi nel tempo). Più grossa è
la sezione dell'acciaio usato in questi manici più questi dissiperanno il
calore e quindi meno scotteranno.
l'antiaderente,
comunemente usato nelle padelle o tegami per friggere è una verniciatura
che viene fatta su un corpo di alluminio o acciaio. Ci sono moltissimi
tipi di antiaderente, il vario tipo di questa "vernice" (teflon,
silverstone, titanio....) abbinato al vario materiale usato per il corpo
pentola (lastra d'alluminio, pressofusione d'alluminio o acciaio) ne
determina la durata e la resistenza all'usura ed alla sverniciatura.
Purtroppo essendo uno strato applicato sul corpo pentola non appena si
crea un graffio sulla superficie particelle di acqua ed altro si
infiltrano tra lo strato antiaderente ed il corpo pentola provocando lo
sfaldamento del rivestimento. E' per questo motivo che si consiglia per
cucinare di usare utensili appositi in teflon (plastica nera) o legno,
vivamente sconsigliato l'acciaio (forchette, coltelli...). Per la pulizia
si raccomanda di non usare pagliette abrasive per non provocare ulteriori
graffi, se rimangono incrostazioni di cibo si consiglia di lasciare la
padella piena d'acqua e detersivo per qualche ora e finire poi la pulizia
con una spugna morbida. Un piccolo suggerimento: prima di usarli per la
prima volta sarebbe bene passare un batuffolo di cotone o un panno morbido
con un goccio d'olio nella parte interna antiaderente in modo da rendere
più dolce il primo impatto con il calore.
Ultimamente
esiste poi un nuovo tipo di antiaderente con interno in
ceramica creato e brevettato in Italia che garantisce la
massima igiene perché non si tratta più di una vernice come è
l'antiaderente tradizionale ma di un rivestimento con un
composto a base di polvere di ceramica che aumenta notevolmente
la resistenza ai graffi. Ma oltre a questo ha il grande
vantaggio che essendo un rivestimento di materiale compatto e
non una semplice vernice anche in caso di graffio non si ha il
sollevamento del rivestimento e quindi lo sfaldamento descritto
sopra.
l'alluminio,
comunemente usato per alcune caffettiere e padelle non va in lavastoviglie
in quanto il sale presente nell'acqua usata nel lavaggio interno ossida la
superficie facendola diventare molto scura. E' consigliabile non lasciare
il cibo a lungo nell'alluminio una volta ultimata la cottura. D'altra
parte però ha 2 caratteristiche che lo rendono piuttosto
pratico per i professionisti: si scalda molto velocemente ed è
molto leggero percui pratico soprattutto per pentole di grandi
dimensioni.
Il rame. Oggi poco
usato era un tempo il metallo più amato dalle cuoche perché è un ottimo
conduttore di calore quindi perfetto per cuocere. Purtroppo ha il grosso
problema che si ossida facilmente ed in breve tempo formando in superficie
delle macchie scure. Questa ossidazione si pulisce abbastanza facilmente
con prodotti appositi per la pulizia del rame ma anche per questo motivo
non è adatto al contatto con i cibi indi per cui i tegami
di rame sono internamente in stagno (come si facevano un tempo) o in
acciaio (molto più recenti ed indubbiamente migliori sia come qualità
che come igiene)
Vetro e
cristallo. Il vetro è silice (sabbia) fusa ad altissima temperatura.
Esistono moltissime varianti di vetro, la diversa lavorazione della
silice: manuale o automatica (fatta da un macchinario),determina la
luminosità, la trasparenza, la brillantezza, la robustezza e la sonorità
del vetro che si sta facendo. Un bicchiere fatto da una macchina è molto
più resistente rispetto ad uno fatto e soffiato da un maestro vetraio in
quanto la materia viene compressa nello stampo, questo vetro è però
pessimo in fatto di brillantezza e luminosità. Il cristallo è come vetro
con aggiunta di ossido di piombo, questo elemento permette alle molecole
interne di silice di disporsi in un reticolo quasi perfetto in modo da
avere una rifrazione della luce simile a quella del diamante (reticolo
perfetto di molecole). A seconda della quantità di ossido di piombo e
della lavorazione, il cristallo assume una lucentezza e sonorità
ineguagliabili, il limite massimo consentito nella materia di ossido di
piombo è il 24 % del totale oltre il quale il vetro diventa talmente
saturo di piombo da essere considerato dannoso per la salute. Esistono
molte manifatture di vetri che soffiati e lavorati ad arte dai maestri
vetrai non fanno rimpiangere il cristallo. La più famosa di queste è
sicuramente Murano dove viene costruito solo ed esclusivamente vetro ma la
tradizione veneziana e la manifattura eseguita è talmente di alto livello
da essere considerato cristallo (o meglio definito cristallino). Sia il
vetro che il cristallo vanno in lavastoviglie (a meno che non vi siano
lavorazioni ad incrostazione come per esempio una fascietta dorata
incisa), purtroppo il calcare presente nell'acqua spesso opacizza
inesorabilmente questi articoli, non esiste un rimedio se non la giusta
gradazione di salinità dell'acqua all'interno della lavastoviglie e
questo spesso non è semplice da trovare visto le molteplici varietà
d'acqua presenti nel territorio italiano.
Ceramica, porcellana e
bone china. La ceramica è argilla cotta a temperatura solitamente di
800 gradi. La porcellana è un impasto di quarzo, caolino e feldspato più
o meno in parti uguali cotto ad una temperatura di 1300 gradi. La bone
china è una variante della porcellana costituita oltre che dai tre
componenti anche da polvere d'osso animale che ne aumenta notevolmente la
trasparenza la lucentezza ed il colore caldo avorio. Oltre a questi tre
materiali usati nelle stoviglie da tavola esistono poi innumerevoli
varianti di ceramiche come per esempio il gres che cuocendo a temperature
più elevate aumenta notevolmente la resistenza. La fine china che
è come la bone china ma al posto della polvere d'osso viene utilizzato un
composto chimico da laboratorio che ne riduce notevolmente i costi ma
anche la trasparenza. Tutti i materiali descritti sopportano il lavaggio
in lavastoviglie tranne la ceramica che invece in poco tempo
"cavilla" ovvero presenta una serie infinita di micro crepe
impercettibili al tatto ma non alla vista simili ad una ragnatela dovute
all' essiccazione della materia. |